Nella cornice della sala del Tempio 2 nel pomeriggio si è tenuto un interessante Forum sullo stato dell’arte sull’uso della colchicina nelle malattie cardiovascolari. La Dott.ssa Simona Giubilato ci ha parlato dell’uso della colchicina nella sindrome coronarica acuta, alla cui base sappiamo vi è una attivazione dell’infiammazione dimostrata dai livelli di PCR. I livelli di PCR sono maggiormente legati alla prognosi più dei livelli di colesterolo. Il rischio cardiovascolare residuo è legato maggiormente all’attivazione dell’infiammazione. Lo studio Kantos ha dimostrato una riduzione lieve dei Mace (eventi cardiovascolari maggiori), ma tale dato non è stato sufficiente per farlo accettare alle agenzie del farmaco. La colchicina farmaco antico è una molecola antimitotica, con potere antinfiammatorio. Il trial principe è stato il Colcot pubblicato nel 2019 sul NEJM, con riduzione degli eventi MACE nei pazienti con recente infarto trattati con colchicina 0,5 mg die riducendo gli eventi cardiovascolari, nella sotto analisi dei pazienti diabetici la riduzione era ancora più accentuata. Nel colcot 4700 pazienti è stato dimostrato che i pazienti che iniziavano prima la colchicina beneficiavano di più con riduzione maggiore dei MACE. Nella cardiopatia ischemica stabile lo studio LODOCO ha dimostrato che il braccio sottoposto a trattamento con colchicina sottoposto ad interventi aveva minor incidenza di eventi cardiovascolari. Il Clear Synergy inficiato dall’arrivo della pandemia covid non ha mostrato purtroppo un risultato positivo. Nel 2025 è stata pubblicata una metanalisi di 21800 pazienti, con l’uso della colchicina si otteneva una riduzione del 25 % dei MACE e maggiore nei singoli eventi cardiovascolari. Un altro trial di piccole dimensioni l’ESTROM trial, che si basa sulla valutazione della percentuale di placca valutata con TAC coronarica, ha dimostrato una riduzione del burden di placca. Secondo le nuove linee guida le raccomandazioni nella sindrome coronarica cronica stabile la colchicina sale dalla classe IIb alla classe II A. Naturalmente bisogna tener conto delle controindicazioni assolute all’uso della colchicina quali insufficienza epatica e renale grave, oltre la tollerabilità per effetti collaterali gastro-intestinali. L’infiammazione è un determinante importante del rischio residuo oltre il colesterolo LDL, i risultati delle metanalisi mostrano la sicurezza del suo uso, ne beneficiano di più i pazienti diabetici (COLCOT diabete), soprattutto vista come un trattamento sinergico alle terapie già in corso. Il Dottor Potena ci parla dell’uso della colchicina nelle cardiopatie infiammatorie nelle nuove linee guida, per quanto riguarda miocardite, pericardite, miocardiopericardite e perimiocardite e cardiomiopatia infiammatoria. La novità delle linee guida è la possibilità di fare diagnosi di miocardite con risonanza magentica cardiaca non più solamente con la biopsia come diagnosi di certezza, inoltre con i criteri clinici di miocardite. Molti studi dimostrano che la miocardite spesso è legata non solo alla tossicità diretta del virus ma anche alla reazione immunitaria tardiva legata al virus. Nelle linee guida si parla anche di timing dell’infiammazione dalla fase acuta alla fase subacuta, fino a forme croniche e recidivanti. Possiamo avere pazienti con singolo episodio o paziente con ricorrenze o paziente con predisposizione sistemica da malattia autoimmune o da mutazione genetica. La colchicina nella miocardite viene indicata in classe IIa soprattutto nelle mio-pericarditi per ridurre le recidive, in alcuni studi con analisi retrospettiva e con confronto con propensity score hanno dimostrato che nei pazienti con colchicina si avevano meno recidive (Imazio et al.). In uno studio su modello murino i topi trattati con colchicina avevano una riduzione delle caspasi e della cascata infiammatoria. Nelle pericarditi, la colchicina ha una classe di indicazione I livello, somministrata per 3-6 mesi, con riduzione delle recidive, assieme ad altri farmaci quali l’anakinra. Le cardiomiopatie infiammatorie sono un fenotipo ipocinetico delle miocarditi, rappresentano una frequente evoluzione di miocarditi acute, con disfunzione e rimodellamento negativo del ventricolo, sottendono ad una infiammazione cronica e possono essere diagnosticate con RMN e con Pet per infiammazione Le miocarditi e le pericarditi vengono riconosciute come due manifestazioni cliniche dello spettro continuo delle cardiopatia infiammatorie e la colchicina rappresenta un pilastro della terapia anti-infiammatoria. Il forum ha dimostrato un ruolo importante di questo farmaco sia nelle sindromi coronariche che nelle cardiopatie infiammatorie come evidente anche nelle più recenti linee guida europee.
