| ANMCO26:è iniziata la fase REWIND. | ANMCO26: on line le prime interviste della rubrica Congress Insight.| ANMCO26: disponibili i primi podcast - pillole in cardiologia | UTIC26: è on line la versione on demand della Conferenza Nazionale del Club delle UTIC.. | ANMCO26:è iniziata la fase REWIND. | ANMCO26: on line le prime interviste della rubrica Congress Insight.| ANMCO26: disponibili i primi podcast - pillole in cardiologia | UTIC26: è on line la versione on demand della Conferenza Nazionale del Club delle UTIC.

INTERVISTA A FEDERICO MERETA

Federico Mereta, giornalista scientifico, intervistato da Maria Laura Canale

Il rischio che non fa notizia: rendere la prevenzione cardiovascolare comprensibile per cambiare i comportamenti

L'ipertensione arteriosa e l'ipercolesterolemia condividono una caratteristica che ne ostacola la prevenzione: decorrono a lungo in modo asintomatico, non modificano la percezione di benessere e proiettano le conseguenze in un futuro percepito come distante. È questo divario tra rischio reale e rischio percepito a rendere complessa la comunicazione del rischio cardiovascolare (CV) e a ridurre l'adesione ai percorsi di prevenzione rispetto ad ambiti come lo screening oncologico. Vi si aggiunge un apparente paradosso: pur essendo la principale causa di morte, le malattie CV ricevono un'attenzione pubblica inferiore rispetto ad altre patologie.

Emerge così il ruolo strategico delle società scientifiche, chiamate a sviluppare modelli comunicativi semplici, coerenti e rigorosi, capaci di tradurre la complessità clinica in messaggi comprensibili per una popolazione con livelli eterogenei di alfabetizzazione sanitaria.

In questo scenario il cardiologo assume una funzione che va oltre l'assistenza, diventando interprete autorevole dell'informazione, riferimento nel contrasto alla disinformazione online e promotore di una comunicazione fondata sulla prossimità e sulla credibilità professionale, capace di trasformare la prevenzione in una scelta concreta e quotidiana.

Bibliografia
  1. Visseren FLJ, Mach F, Smulders YM, Carballo D, Koskinas KC, Bäck M, et al. 2021 ESC Guidelines on cardiovascular disease prevention in clinical practice. Eur Heart J. 2021;42(34):3227-3337. doi:10.1093/eurheartj/ehab484
  2. Carballo D, Visseren FLJ, Mach F, Smulders Y. The 'ten commandments' for the 2021 ESC Guidelines on CVD prevention. Eur Heart J. 2022;43(3):174-176. doi:10.1093/eurheartj/ehab742
  3. World Health Organization. Health literacy development for the prevention and control of noncommunicable diseases: volume 1. Overview. Geneva: World Health Organization; 2022.
  4. Nutbeam D, Lloyd JE. Understanding and responding to health literacy as a social determinant of health. Annu Rev Public Health. 2021;42:159-173. doi:10.1146/annurev-publhealth-090419-102529
  5. Kickbusch I, Pelikan JM, Apfel F, Tsouros AD, editors. Health literacy: the solid facts. Copenhagen: WHO Regional Office for Europe; 2013.
  6. Roth GA, Mensah GA, Johnson CO, Addolorato G, Ammirati E, Baddour LM, et al. Global burden of cardiovascular diseases and risk factors, 1990-2019: update from the GBD 2019 Study. J Am Coll Cardiol. 2020;76(25):2982-3021. doi:10.1016/j.jacc.2020.11.010
  7. Cerri A, Boni M, Giamundo DM, Biondi-Zoccai G, Mereta F, Cesaroni R, et al. Medical journalism: a primer for healthcare professionals and journalists in the artificial intelligence era. Minerva Med. 2026 Apr 15. doi:10.23736/S0026-4806.26.09871-9. Epub ahead of print.

Dalla casa dei cardiologi al cuore del sistema sanitario: una nuova visione per la cardiologia ospedaliera italiana

La cardiologia ospedaliera italiana è oggi chiamata a un’evoluzione sostanziale: non soltanto mantenere l’eccellenza clinica, ma assumere un ruolo guida nella prevenzione primaria e nella diffusione di una solida cultura sanitaria. L’Associazione Nazionale dei Medici Cardiologi Ospedalieri si propone come “casa” professionale e scientifica di riferimento, con l’obiettivo di rappresentare e supportare i cardiologi nell’affrontare sfide sempre più complesse: carenza di personale, sovraccarico assistenziale, pressione burocratica.

L’ambizione è ampliare l’impatto della cardiologia oltre i confini dell’ospedale, contribuendo all’aumento dell’aspettativa e della qualità di vita della popolazione attraverso strategie di prevenzione precoce, promozione degli stili di vita salutari e interventi terapeutici tempestivi nei soggetti a rischio cardiovascolare.

In questo scenario, l’investimento sui giovani professionisti assume un ruolo strategico: la formazione metodologica alla ricerca, la costruzione di una rete di oltre 200 ospedali competenti nella ricerca clinica e il loro coinvolgimento attivo negli eventi scientifici segnano una traiettoria virtuosa. Una visione che punta su un’alleanza intergenerazionale, dove l’energia delle nuove leve alimenta la crescita culturale e scientifica dell’intera comunità cardiologica.

La riflessione si apre infine sull’elettrofisiologia: si evidenzia l’urgenza di colmare il sotto-utilizzo dell’ablazione della fibrillazione atriale, nonostante le chiare indicazioni di classe I o IIa; si guarda con interesse ai nuovi sistemi di pacing sul sistema di conduzione per lo scompenso cardiaco e si rilancia il ruolo dell’elettrocardiogramma come strumento predittivo nella valutazione del rischio evolutivo. Ambiti nei quali la cardiologia ospedaliera può contribuire in modo determinante, anche attraverso studi multicentrici condotti sul territorio.