DESCRIZIONE
Negli ultimi anni l'elettrofisiologia e l'aritmologia interventistica hanno compiuto passi da gigante, sostenute da una comprensione sempre più fine dei meccanismi elettro-anatomici e da un'accelerazione tecnologica senza precedenti. Accanto alle certezze acquisite persistono però ampie zone d'ombra: nel riconoscimento precoce del rischio, nella selezione del paziente candidato alla procedura, nella gestione del percorso prima e dopo l'intervento. Sono le zone d'ombra che il cardiologo clinico attraversa ogni giorno, spesso prima e più spesso dell'aritmologo.
BEAT 26 – Life Rhythm nasce per abitare esattamente questo spazio. Non una rassegna di tecniche, ma un percorso di decisione clinica. Ogni sessione muove da un'esperienza condivisa — un caso reale, con le sue incertezze — che apre il confronto con un ampio panel di esperti; su ciascun tema è presente l'opinion leader internazionale di riferimento, cui è affidata la lettura magistrale conclusiva. Si parte dalla zona d'ombra e si arriva all'up to date.
Il percorso prende avvio da dove tutto è iniziato, l'elettrocardiogramma — riletto oggi anche alla luce dell'intelligenza artificiale — e si sviluppa lungo tre direttrici.
Il substrato e le comorbilitàIpertensione arteriosa e scompenso cardiaco come genitori — o fratelli — delle aritmie; obesità e apnee notturne nel loro rapporto ormai documentato con la fibrillazione atriale; il ruolo dello stile di vita e delle nuove terapie anti-obesità e ipolipemizzanti; l'aritmia nel contesto dell'attività sportiva e i marker elettrocardiografici che ne anticipano il rischio.
La fibrillazione atriale e le aritmie ventricolari maggioriLa fibrillazione atriale in tutto il suo arco: dai meccanismi di rientro all'indicazione ablativa, dalla scelta del paziente giusto alla questione tuttora aperta dell'anticoagulazione dopo ablazione, oggetto di un confronto dedicato pro e contro. Sul versante ventricolare, le nuove acquisizioni sulla fibrillazione ventricolare, le terapie farmacologiche e soprattutto ablative dello storm aritmico e delle tachicardie ventricolari, le aritmie nell'amiloidosi e nelle cardiomiopatie, la prevenzione della morte improvvisa con il defibrillatore indossabile e l'esperienza dei modelli territoriali di defibrillazione precoce.
Trovano spazio anche temi meno esposti ma decisivi nella pratica quotidiana: la bradicardia, le sincopi cardioinibitorie, le infezioni dei sistemi impiantabili.
Il cuore scarico e il futuro dell'elettrostimolazioneIl pacing del sistema di conduzione a confronto con la stimolazione biventricolare, la modulazione della contrattilità cardiaca, i pacemaker senza elettrocateteri: tecnologie che stanno ridisegnando lo scenario terapeutico dello scompenso cardiaco e che richiedono al cardiologo clinico un aggiornamento non differibile.
L'evento si rivolge al cardiologo clinico, non all'aritmologo. Non presuppone competenze elettrofisiologiche e non entra nel dettaglio tecnico dell'esecuzione delle procedure: si colloca a monte e a valle di esse, dove la responsabilità è del cardiologo che ha il paziente in carico — il sospetto diagnostico, l'indicazione, il momento e il percorso dell'invio, la gestione del follow-up e della terapia nel tempo lungo che segue l'intervento. Tutti i contenuti sono costruiti a partire dalle domande che nascono in reparto e in ambulatorio, non in sala di elettrofisiologia.
Due giornate per portare a casa criteri chiari: cosa riconoscere, quando indirizzare, cosa attendersi dalla procedura e come gestire il paziente nel tempo che la segue.