INTERVISTA A MICHELE SENNI
Michele Senni, Direttore di Struttura Complessa, ASST Papa Giovanni XXIII, Bergamo, intervistato da Federico Mereta
HFpEF: dalla terapia universale alla medicina di precisione
Lo scompenso cardiaco a frazione di eiezione preservata (HFpEF) rappresenta una delle sfide più complesse della cardiologia contemporanea, per l'elevata prevalenza, l'eterogeneità fisiopatologica e la difficoltà di costruire strategie terapeutiche efficaci in una popolazione profondamente disomogenea. La fenotipizzazione emerge come paradigma centrale nella gestione dell'HFpEF, in un equilibrio dinamico tra evidenze consolidate e scenari terapeutici in rapida evoluzione.
In questo contesto si colloca il finerenone, antagonista del recettore mineralcorticoide (MRA) non steroideo, distinto dagli MRA steroidei tradizionali, come spironolattone e canrenoato, per selettività e tollerabilità. I dati di FINEARTS-HF ne sostengono il ruolo nei pazienti con scompenso cardiaco a frazione di eiezione lievemente ridotta o preservata, accanto agli inibitori del cotrasportatore sodio-glucosio di tipo 2 (SGLT2), aprendo la prospettiva di un nuovo asse terapeutico nell'HFpEF.
Il vero salto concettuale riguarda però il superamento dell'approccio “one size fits all”. L'obesità diventa un modello emblematico di trattamento fenotipo-specifico; la fibrillazione atriale (FA) richiama il valore del contributo atriale al riempimento ventricolare e il possibile ruolo dell'ablazione nei pazienti selezionati; l'ipertensione polmonare secondaria apre scenari di ricerca con sotatercept; il fenotipo infiammatorio, identificato da proteina C reattiva (PCR) ad alta sensibilità ≥2 mg/L, è oggetto dello studio HERMES con ziltivekimab, anticorpo monoclonale anti-interleuchina-6 (IL-6). Ne emerge una traiettoria chiara: nell'HFpEF il futuro terapeutico passa dalla diagnosi sindromica alla caratterizzazione biologica e clinica del singolo paziente.
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- McDonagh TA, Metra M, Adamo M, Baumbach A, Böhm M, Burri H, et al. 2021 ESC Guidelines for the diagnosis and treatment of acute and chronic heart failure. Eur Heart J. 2021;42(36):3599-3726. doi:10.1093/eurheartj/ehab368
- Solomon SD, McMurray JJV, Vaduganathan M, Claggett B, Jhund PS, Desai AS, et al. Finerenone in heart failure with mildly reduced or preserved ejection fraction. N Engl J Med. 2024;391(16):1475-1485. doi:10.1056/NEJMoa2407107
- Vaduganathan M, Claggett BL, Lam CSP, et al. Finerenone in patients with heart failure with mildly reduced or preserved ejection fraction: rationale and design of the FINEARTS-HF trial. Eur J Heart Fail. 2024;26(6):1324-1333. doi:10.1002/ejhf.3253
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- Solomon SD, McMurray JJV, Claggett B, de Boer RA, DeMets D, Hernandez AF, et al. Dapagliflozin in heart failure with mildly reduced or preserved ejection fraction. N Engl J Med. 2022;387(12):1089-1098. doi:10.1056/NEJMoa2206286
- Kosiborod MN, Abildstrøm SZ, Borlaug BA, Butler J, Rasmussen S, Davies M, et al. Semaglutide in patients with heart failure with preserved ejection fraction and obesity. N Engl J Med. 2023;389(12):1069-1084. doi:10.1056/NEJMoa2306963
- Kosiborod MN, Petrie MC, Borlaug BA, Butler J, Davies MJ, Hovingh GK, et al. Semaglutide in patients with obesity-related heart failure and type 2 diabetes. N Engl J Med. 2024;390(15):1394-1407. doi:10.1056/NEJMoa2313917
- Packer M, Zile MR, Kramer CM, Baum SJ, Litwin SE, Menon V, et al. Tirzepatide for heart failure with preserved ejection fraction and obesity. N Engl J Med. 2025;392(5):427-437. doi:10.1056/NEJMoa2410027
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Dalla casa dei cardiologi al cuore del sistema sanitario: una nuova visione per la cardiologia ospedaliera italiana
La cardiologia ospedaliera italiana è oggi chiamata a un’evoluzione sostanziale: non soltanto mantenere l’eccellenza clinica, ma assumere un ruolo guida nella prevenzione primaria e nella diffusione di una solida cultura sanitaria. L’Associazione Nazionale dei Medici Cardiologi Ospedalieri si propone come “casa” professionale e scientifica di riferimento, con l’obiettivo di rappresentare e supportare i cardiologi nell’affrontare sfide sempre più complesse: carenza di personale, sovraccarico assistenziale, pressione burocratica.
L’ambizione è ampliare l’impatto della cardiologia oltre i confini dell’ospedale, contribuendo all’aumento dell’aspettativa e della qualità di vita della popolazione attraverso strategie di prevenzione precoce, promozione degli stili di vita salutari e interventi terapeutici tempestivi nei soggetti a rischio cardiovascolare.
In questo scenario, l’investimento sui giovani professionisti assume un ruolo strategico: la formazione metodologica alla ricerca, la costruzione di una rete di oltre 200 ospedali competenti nella ricerca clinica e il loro coinvolgimento attivo negli eventi scientifici segnano una traiettoria virtuosa. Una visione che punta su un’alleanza intergenerazionale, dove l’energia delle nuove leve alimenta la crescita culturale e scientifica dell’intera comunità cardiologica.
La riflessione si apre infine sull’elettrofisiologia: si evidenzia l’urgenza di colmare il sotto-utilizzo dell’ablazione della fibrillazione atriale, nonostante le chiare indicazioni di classe I o IIa; si guarda con interesse ai nuovi sistemi di pacing sul sistema di conduzione per lo scompenso cardiaco e si rilancia il ruolo dell’elettrocardiogramma come strumento predittivo nella valutazione del rischio evolutivo. Ambiti nei quali la cardiologia ospedaliera può contribuire in modo determinante, anche attraverso studi multicentrici condotti sul territorio.