SCOMPENSO E AMILOIDOSI: DALLA DIAGNOSI ALLA TERAPIA, NUOVE EVIDENZE PER LA CURA DEL PAZIENTE
Cristina Chimenti, intervistata da Maria Laura Canale, per un approfondimento sulla sessione Scompenso e amiloidosi: dalla diagnosi alla terapia, nuove evidenze per la cura del paziente
Scompenso da amiloidosi: il cambio di paradigma è iniziato
Lo scompenso cardiaco da amiloidosi da transtiretina (ATTR-CM) rappresenta una condizione sottodiagnosticata e spesso confusa con forme più comuni di scompenso a frazione di eiezione preservata. L’amiloidosi, un tempo considerata rara, è oggi riconosciuta come una causa più frequente di quanto atteso di scompenso nell’anziano, soprattutto maschio, con ipertrofia ventricolare sinistra inspiegata. Grazie all’innovazione terapeutica, il paradigma gestionale si sta rapidamente trasformando: i clinici dispongono ora di strumenti farmacologici efficaci in grado di modificare la storia naturale della malattia.
Tra le terapie emergenti, l’acoramidis si propone come un nuovo stabilizzatore della transtiretina, concepito per emulare l’effetto protettivo della mutazione genetica T119M. I risultati dello studio ATTRibute-CM ne documentano l’efficacia clinica nel ridurre mortalità e ospedalizzazioni cardiovascolari, mostrando una significativa stabilizzazione del tetramero di transtiretina rispetto al tafamidis. Tuttavia, mancano confronti diretti e i dati di real-world saranno cruciali per valutarne appieno il posizionamento.
Oltre alla valutazione terapeutica, emerge l’esigenza di migliorare la stratificazione del paziente: non tutti, infatti, beneficiano di trattamenti ad alto costo. L’età avanzata e lo stadio funzionale avanzato impongono un’attenta selezione, basata su criteri clinici e non su età anagrafica. In questo contesto, la costruzione di reti dedicate come quella promossa da AMCO-SIC, e l’elaborazione di un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) nazionale, rappresentano passi concreti verso un miglioramento dell’appropriatezza diagnostico-terapeutica.
Una riflessione concreta sull’identificazione precoce, l’evoluzione terapeutica e l’implementazione organizzativa per una malattia che oggi possiamo e dobbiamo trattare meglio.