La risonanza magnetica cardiaca (CMR) è oramai uno strumento diagnostico affermato ed indispensabile nella pratica clinica, nella gestione di molte cardiopatie. Il suo utilizzo è infatti raccomandato in Classe I nella maggior parte delle linee guida ESC.
La possibilità di caratterizzare i tessuti fornita dalla CMR, che la rende unica rispetto ad altre metodiche di imaging, permette di affinare la diagnosi in molte patologie di pertinenza cardiologica: cardiomiopatie, infarti a coronarie sane, malattie infiammatorie miopericardiche e cardio-oncologia. Le informazioni ottenute con tale metodica migliorano la stratificazione prognostica e affinano la valutazione del rischio aritmico, con ricadute su decisioni terapeutiche e follow-up.
Una sessione congressuale dedicata all’aggiornamento di cardiologi clinici consente di consolidare le conoscenze riguardanti le indicazioni e le controindicazioni all’esame e di fornire una guida all’interpretate delle risposte nell’ambito della gestione clinica del cardiopatico, con ricadute positive sul percorso diagnostico e sull’outcome del paziente.
Una relazione dedicata alla AI applicata alla RM, inserita all’interno della sessione, ha l’intenzione di “aprire una finestra sul futuro” e fornire un aggiornamento ed una prospettiva sulle metodiche che stanno rendendo la CMR sempre più rapida, accessibile e standardizzabile.
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—Oltre la frazione di eiezione: il valore aggiunto nella diagnosi e stratificazione del rischio
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—Infarto senza coronaropatia: la risposta è nella risonanza?
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—Ruolo nelle sindromi infiammatorie miopericardiche
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—Prospettive future e intelligenza artificiale
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—Discussione