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INTERVISTA AD ALESSANDRO FRIGIOLA

Michele Senni, Direttore di Struttura Complessa, ASST Papa Giovanni XXIII, Bergamo, intervistato da Federico Mereta

Dalla casa dei cardiologi al cuore del sistema sanitario: una nuova visione per la cardiologia ospedaliera italiana

La cardiologia ospedaliera italiana è oggi chiamata a un’evoluzione sostanziale: non soltanto mantenere l’eccellenza clinica, ma assumere un ruolo guida nella prevenzione primaria e nella diffusione di una solida cultura sanitaria. L’Associazione Nazionale dei Medici Cardiologi Ospedalieri si propone come “casa” professionale e scientifica di riferimento, con l’obiettivo di rappresentare e supportare i cardiologi nell’affrontare sfide sempre più complesse: carenza di personale, sovraccarico assistenziale, pressione burocratica.

L’ambizione è ampliare l’impatto della cardiologia oltre i confini dell’ospedale, contribuendo all’aumento dell’aspettativa e della qualità di vita della popolazione attraverso strategie di prevenzione precoce, promozione degli stili di vita salutari e interventi terapeutici tempestivi nei soggetti a rischio cardiovascolare.

In questo scenario, l’investimento sui giovani professionisti assume un ruolo strategico: la formazione metodologica alla ricerca, la costruzione di una rete di oltre 200 ospedali competenti nella ricerca clinica e il loro coinvolgimento attivo negli eventi scientifici segnano una traiettoria virtuosa. Una visione che punta su un’alleanza intergenerazionale, dove l’energia delle nuove leve alimenta la crescita culturale e scientifica dell’intera comunità cardiologica.

La riflessione si apre infine sull’elettrofisiologia: si evidenzia l’urgenza di colmare il sotto-utilizzo dell’ablazione della fibrillazione atriale, nonostante le chiare indicazioni di classe I o IIa; si guarda con interesse ai nuovi sistemi di pacing sul sistema di conduzione per lo scompenso cardiaco e si rilancia il ruolo dell’elettrocardiogramma come strumento predittivo nella valutazione del rischio evolutivo. Ambiti nei quali la cardiologia ospedaliera può contribuire in modo determinante, anche attraverso studi multicentrici condotti sul territorio.