Il Congresso Nazionale 2025 prosegue online con la fase REWIND. Nel frattempo sono iniziati i lavori di preparazione del Congresso Nazionale 2026. Il Congresso Nazionale 2025 prosegue online con la fase REWIND. Nel frattempo sono iniziati i lavori di preparazione del Congresso Nazionale 2026.

IL FUTURO DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI CARDIOLOGI OSPEDALIERI

Massimo Grimaldi, intervisato da Claudio Bilato, ci anticipa le linee strategiche dei prossimi due anni.

Dalla casa dei cardiologi al cuore del sistema sanitario: una nuova visione per la cardiologia ospedaliera italiana

La cardiologia ospedaliera italiana è oggi chiamata a un’evoluzione sostanziale: non soltanto mantenere l’eccellenza clinica, ma assumere un ruolo guida nella prevenzione primaria e nella diffusione di una solida cultura sanitaria. L’Associazione Nazionale dei Medici Cardiologi Ospedalieri si propone come “casa” professionale e scientifica di riferimento, con l’obiettivo di rappresentare e supportare i cardiologi nell’affrontare sfide sempre più complesse: carenza di personale, sovraccarico assistenziale, pressione burocratica.

L’ambizione è ampliare l’impatto della cardiologia oltre i confini dell’ospedale, contribuendo all’aumento dell’aspettativa e della qualità di vita della popolazione attraverso strategie di prevenzione precoce, promozione degli stili di vita salutari e interventi terapeutici tempestivi nei soggetti a rischio cardiovascolare.

In questo scenario, l’investimento sui giovani professionisti assume un ruolo strategico: la formazione metodologica alla ricerca, la costruzione di una rete di oltre 200 ospedali competenti nella ricerca clinica e il loro coinvolgimento attivo negli eventi scientifici segnano una traiettoria virtuosa. Una visione che punta su un’alleanza intergenerazionale, dove l’energia delle nuove leve alimenta la crescita culturale e scientifica dell’intera comunità cardiologica.

La riflessione si apre infine sull’elettrofisiologia: si evidenzia l’urgenza di colmare il sotto-utilizzo dell’ablazione della fibrillazione atriale, nonostante le chiare indicazioni di classe I o IIa; si guarda con interesse ai nuovi sistemi di pacing sul sistema di conduzione per lo scompenso cardiaco e si rilancia il ruolo dell’elettrocardiogramma come strumento predittivo nella valutazione del rischio evolutivo. Ambiti nei quali la cardiologia ospedaliera può contribuire in modo determinante, anche attraverso studi multicentrici condotti sul territorio.