IL CONTINUUM DELLE CURE IN CARDIOLOGIA
Alessandro Navazio, intervistato da Claudio Bilato, per un approfondimento sulla sessione Il continuum delle cure in cardiologia
UTIC, reti cliniche e territorio: la nuova sfida della cardiologia ospedaliera
Alla luce dei cambiamenti epidemiologici e clinici che stanno trasformando il profilo dei pazienti acuti, l’ANMCO (Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri) propone una ridefinizione del ruolo delle Unità di Terapia Intensiva Cardiologica (UTIC). Il concetto tradizionale di “unità coronarica” lascia spazio a una struttura dedicata alla gestione intensiva di tutte le sindromi cardiovascolari acute complesse, in linea con la riduzione dell’incidenza dello STEMI e il parallelo aumento di quadri a maggiore complessità gestionale.
Il nuovo documento organizzativo ANMCO sottolinea l’importanza di costruire reti strutturate tra le UTIC, fondate su percorsi condivisi, livelli assistenziali differenziati e strumenti di comunicazione digitale H24 tra centri hub e spoke. Il censimento nazionale delle cardiologie italiane, promosso dalla stessa ANMCO, ha evidenziato l’assenza di formalizzazione nei percorsi per lo scompenso cardiaco avanzato e lo shock cardiogeno, indicando una frammentazione che ostacola l’equità di accesso alle cure.
Inoltre, la riforma territoriale prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) sollecita la cardiologia ospedaliera a uscire dal perimetro del reparto per contribuire in modo attivo al rafforzamento delle cure primarie, anche grazie alla collaborazione con i cardiologi territoriali già presenti in alcune realtà. L’obiettivo è favorire continuità assistenziale e appropriatezza clinica, superando l’attuale rigidità ospedale-territorio.
Le attività delle Aree ANMCO, coordinate da un gruppo di giovani cardiologi, hanno rappresentato un motore per l’innovazione scientifica, editoriale e formativa della Società. Le survey, i position paper e il contributo al Giornale Italiano di Cardiologia sono il segnale di una partecipazione attiva e qualificata delle nuove generazioni alla crescita culturale della cardiologia ospedaliera.