ASPETTI CONTROVERSI IN INTERVENTISTICA STRUTTURALE
Gianni Casella, intervistato da Maria Laura Canale, per un approfondimento sulla sessione Aspetti controversi in interventistica strutturale
Sfide strutturali in cardiologia interventistica: tra innovazione, zone grigie e nuove soluzioni
L’interventistica strutturale sta vivendo un’espansione rapida, ma questa crescita ha evidenziato lacune importanti nella gestione di scenari clinici non contemplati dalle attuali linee guida ESC. Tra questi, l’indicazione alla TAVI in assenza di cardiochirurgia rappresenta un tema particolarmente delicato: nonostante non raccomandata formalmente, viene talvolta presa in considerazione per pazienti ad alto rischio, con gravi necessità cliniche e tempi d’attesa incompatibili con l’urgenza. Un trial randomizzato è stato ideato per confrontare esiti tra centri con e senza cardiochirurgia onsite, offrendo spunti significativi su come estendere il beneficio della procedura a un maggior numero di pazienti in sicurezza.
Ampio spazio è dedicato anche al trattamento percutaneo dell’insufficienza mitralica: una strategia che non può essere relegata a soluzione tardiva in pazienti con ventricoli già rimodellati, ma va anticipata per massimizzarne l’efficacia. Correggere tempestivamente l’insufficienza mitralica consente inoltre una migliore tollerabilità e applicazione della terapia farmacologica dello scompenso.
Infine, il focus si sposta sulla valvola tricuspide, da tempo trascurata e oggi al centro dell’interesse terapeutico per la possibilità di trattamenti edge-to-edge e sostitutivi, soprattutto in pazienti sintomatici con scompenso congestizio. Anche in questo caso, il beneficio più tangibile è sulla qualità di vita, elemento cruciale nella gestione di pazienti complessi.