I PROBLEMI METABOLICI DEL PAZIENTE CARDIOPATICO
Massimo Milli, intervistato da Claudio Bilato, per un approfondimento sulla sessione I problemi metabolici del paziente cardiopatico
Rompere il circolo vizioso cuore-rene: strategie integrate per la decongestione e la protezione d’organo
Nel complesso equilibrio della gestione dello scompenso cardiaco, l’interazione bidirezionale tra cuore e rene rappresenta una delle sfide cliniche più critiche. Una quota significativa di pazienti ricoverati presenta già all’ingresso un deterioramento della funzione renale, che può acuirsi transitoriamente con la terapia diuretica necessaria alla decongestione. Tuttavia, il beneficio clinico di una decongestione efficace – valutabile tramite parametri bioumorali (ematocrito, NT-proBNP), imaging ecografico pleuropolmonare e doppler delle vene epatiche, porta e renali – può superare ampiamente il rischio di peggioramento renale, se guidata correttamente.
In questo scenario si inserisce il ruolo cardine degli inibitori del cotrasportatore sodio-glucosio di tipo 2 (SGLT2i), che, grazie alla loro azione multifattoriale – diuresi selettiva sul compartimento interstiziale, effetto antinfiammatorio e nefroprotettivo – rappresentano oggi un pilastro della terapia cardiorenale trasversale, con potenziale impatto anche in prevenzione primaria di nefropatia.
All’orizzonte terapeutico si affacciano con crescente interesse i nuovi antagonisti non steroidei del recettore dei mineralcorticoidi (MRA), come finerenone, caratterizzati da maggiore selettività e minore incidenza di iperkaliemia rispetto ai MRA tradizionali. La loro integrazione precoce nel trattamento dei pazienti ad alto rischio, anche grazie al supporto di chelanti del potassio, potrebbe consentire un uso più esteso dei farmaci disease-modifying, riducendo riospedalizzazioni e mortalità.
Il modello assistenziale si arricchisce infine di un’alleanza sempre più strutturata tra cardiologi e nefrologi, con ambulatori condivisi che incarnano una reale presa in carico multidisciplinare del paziente con disfunzione cardiorenale.