Data: 16/05/2025 15.30-16.00 (Spazio A)
Relatore: Alessandra Gorini (Milano)
La relazione tra emozioni e patologie cardiache è presente, in modo aneddotico e talvolta folcloristico, in numerosi testi anche di epoche molto lontane. Solo negli ultimi decenni, tuttavia, grazie alle conoscenze provenienti dalla genetica, dalla biologia, dalla fisiologia e, non da ultimo, dalla psicologia, è emersa con chiarezza l’esistenza di associazioni significative tra fattori psicosociali e rischio cardiovascolare.
A fronte di tali evidenze, la psicologia ha iniziato a interfacciarsi con la cardiologia, proponendo strumenti e interventi utili alla modificazione dei comportamenti che mettono a rischio la salute cardiovascolare, alla valutazione e presa in carico del paziente affetto da patologia cardiaca, nonché alla gestione del team di cura, al fine di promuovere una sempre più necessaria multidisciplinarità dell’approccio terapeutico.
In questa sessione parleremo, nello specifico, di quattro ambiti nei quali la psicologia può offrire un contributo concreto alla cardiologia, fornendo spunti di riflessione per:
• rendere più efficaci le strategie di prevenzione cardiovascolare;
• promuovere una gestione del paziente orientata all’individuazione e al trattamento degli aspetti psicosociali correlati alla patologia cardiaca, stimolandone al contempo le risorse protettive;
• diffondere una cultura della cura cardiologica in cui la gratificazione del medico derivi non solo da un sempre più elevato tecnicismo, ma anche dalla relazione con il malato e dalla globalità di una presa in carico multidisciplinare.
Verranno infine presentati, in anteprima, i dati di un’indagine condotta tra i cardiologi iscritti all’ANMCO, riguardante la loro percezione della psicologia e del supporto psicologico nell’ambito della malattia cardiovascolare.