Data: 15/05/2025 11.00-11.30 (Spazio A)
Relatore: Furio Colivicchi (Roma)
L’Icosapentetile ha ridefinito il trattamento del rischio residuo cardiovascolare nei pazienti con trigliceridemia moderatamente elevata. In questa whispering session analizzeremo il beneficio clinico dimostrato nello studio REDUCE-IT, il posizionamento terapeutico nella prevenzione secondaria e il profilo del paziente ideale, andando oltre il semplice controllo dell’LDL per affrontare in modo mirato il rischio persistente.
Data: 15/05/2025 11.00-11.30 (Spazio B)
Relatore: Alessandro Navazio (Reggio Emilia)
Le 3 parole chiave dell’approccio ARNI: ottimizzazione, controllo della progressione e prevenzione della progressione nello scompenso HFrEF.
Data: 15/05/2025 11.30-12.00 (Spazio B)
Relatore: Pietro Scicchitano (Altamura)
Il dolore toracico in assenza di ostruzioni coronariche significative rappresenta una delle sfide più affascinanti e complesse della cardiologia moderna.
ANOCA (angina con coronarie non ostruttive) e INOCA (ischemia con coronarie non ostruttive) sono condizioni sempre più riconosciute, ma ancora poco comprese, che mettono in discussione i paradigmi tradizionali di diagnosi e trattamento.
Questa sessione ha l’obiettivo di esplorare i meccanismi sottesi, dal disfunzionamento microvascolare allo spasmo coronarico, e di discutere strumenti diagnostici avanzati e strategie terapeutiche mirate.
Un’occasione per fare luce sul “mistero del dolore senza occlusione” e restituire centralità clinica a pazienti troppo spesso trascurati.
Data: 15/05/2025 15.00-15.30 (Spazio A)
Relatore: Nicola Chinappi (Roma)
La regola cautelare prevista dall’art. 1 comma 3 della legge n. 219 del 2017
La finalità dell’informazione nell’ipotesi del paziente che rifiuta le cure o gli approfondimenti diagnostici non è solo la tutela del diritto ad una scelta consapevole, ma soprattutto la tutela della salute, che può subire un danno se l’informazione è omessa.
Si tratta del danno che può produrre l’evoluzione del quadro clinico non prospettata al paziente.
L’ipotesi del paziente non informato che rifiuta le cure è diversa da quella del paziente non informato che ha espresso il consenso alle cure, perché in quest’ultima ipotesi l’omessa informazione non può produrre un danno alla salute.
Le diverse declinazioni dell’inosservanza dell’obbligo di informazione e le conseguenze in tema di responsabilità colposa alla luce della giurisprudenza recente.
Data: 15/05/2025 15.00-15.30 (Spazio B)
Relatore: Enrico Ammirati (Milano)
Panoramica sulle miocarditi rare, incluse quelle immuno-mediate e giganto-cellulari, e sui criteri di diagnosi precoce con implicazioni prognostiche.
Data: 15/05/2025 15.30-16.00 (Spazio A)
Relatore: Nicola Vitulano (Acquaviva delle Fonti)
Cosa dice davvero l’evidenza sull’uso dei nutraceutici? Indicazioni, limiti e benefici nella prevenzione primaria.
Data: 16/05/2025 11.30-12.00 (Spazio A)
Relatore: Maurizio Averna (Palermo)
“Questa whispering session propone una riflessione clinica e scientifica sull’acido bempedoico, definito “la statina che non è una statina” per la sua capacità di inibire la sintesi del colesterolo LDL attraverso un meccanismo simile a quello delle statine, ma con caratteristiche farmacologiche profondamente diverse.
L’acido bempedoico agisce a monte della HMG-CoA reduttasi, bloccando l’enzima ACL (ATP-citrato liasi), attivo esclusivamente nel fegato. A differenza delle statine, non è attivo nel muscolo scheletrico: questo gli conferisce un profilo di tollerabilità favorevole, in particolare nei pazienti che sviluppano effetti avversi muscolari con le statine o che le rifiutano per paura di questi effetti.
Nel corso della sessione, attraverso l’analisi dei più recenti studi clinici e il confronto tra pari, verrà discusso il posizionamento dell’acido bempedoico nella terapia ipolipemizzante, con particolare attenzione ai pazienti ad alto e altissimo rischio cardiovascolare che non raggiungono i target di colesterolo LDL.
Uno spazio informale, ma ad alta densità scientifica, per approfondire una molecola che promette di colmare un vuoto terapeutico nella pratica quotidiana.”
Data: 16/05/2025 11.30-12.00 (Spazio B)
Relatore: Attilio Iacovoni (Bergamo)
La cardiomiopatia ipertrofica (CMI), nonostante sia nota da oltre mezzo secolo, ha a lungo sofferto della mancanza di trattamenti mirati, con un approccio terapeutico limitato a farmaci sintomatici e interventi invasivi come la miectomia chirurgica o l’ablazione settale. Negli ultimi anni, l’avvento di nuove terapie farmacologiche mirate – in particolare i modulatori dell’interazione actina-miosina, come mavacamten – ha aperto una nuova era nella gestione di questa complessa patologia. Questi farmaci agiscono direttamente sul meccanismo molecolare responsabile dell’ipertrofia e dell’ipercontrattilità, offrendo benefici significativi in termini di sintomi, qualità della vita e funzione cardiaca, con un profilo di sicurezza favorevole. Il razionale di questo incontro è dunque quello di analizzare criticamente le evidenze scientifiche più recenti, confrontare le nuove opzioni terapeutiche con gli approcci tradizionali, e discutere le implicazioni pratiche nella gestione clinica dei pazienti affetti da CMI.
Data: 16/05/2025 12.00-12.30 (Spazio A)
Relatore: Eleonora Nicolini (Varese), Francesco Musca (Milano)
Come riconoscere e seguire il paziente con amiloidosi ricoverato in medicina interna: imaging, terapia e follow-up condiviso.
Data: 16/05/2025 15.30-16.00 (Spazio A)
Relatore: Alessandra Gorini (Milano)
La relazione tra emozioni e patologie cardiache è presente, in modo aneddotico e talvolta folcloristico, in numerosi testi anche di epoche molto lontane. Solo negli ultimi decenni, tuttavia, grazie alle conoscenze provenienti dalla genetica, dalla biologia, dalla fisiologia e, non da ultimo, dalla psicologia, è emersa con chiarezza l’esistenza di associazioni significative tra fattori psicosociali e rischio cardiovascolare.
A fronte di tali evidenze, la psicologia ha iniziato a interfacciarsi con la cardiologia, proponendo strumenti e interventi utili alla modificazione dei comportamenti che mettono a rischio la salute cardiovascolare, alla valutazione e presa in carico del paziente affetto da patologia cardiaca, nonché alla gestione del team di cura, al fine di promuovere una sempre più necessaria multidisciplinarità dell’approccio terapeutico.
In questa sessione parleremo, nello specifico, di quattro ambiti nei quali la psicologia può offrire un contributo concreto alla cardiologia, fornendo spunti di riflessione per:
• rendere più efficaci le strategie di prevenzione cardiovascolare;
• promuovere una gestione del paziente orientata all’individuazione e al trattamento degli aspetti psicosociali correlati alla patologia cardiaca, stimolandone al contempo le risorse protettive;
• diffondere una cultura della cura cardiologica in cui la gratificazione del medico derivi non solo da un sempre più elevato tecnicismo, ma anche dalla relazione con il malato e dalla globalità di una presa in carico multidisciplinare.
Verranno infine presentati, in anteprima, i dati di un’indagine condotta tra i cardiologi iscritti all’ANMCO, riguardante la loro percezione della psicologia e del supporto psicologico nell’ambito della malattia cardiovascolare.
Data: 16/05/2025 15.30-16.00 (Spazio B)
Relatore: Dario Benatti (Olgiate Molgora)
Questo whispering esplora il profondo legame tra musica e benessere cardiovascolare, un ambito di crescente interesse scientifico. Partendo dall’ineffabile natura dell’esperienza musicale, indagheremo come i ritmi e le armonie proprie della musica possano entrare in risonanza con i ritmi vitali del nostro corpo.
Esamineremo le potenzialità terapeutiche della musicoterapia, tracciandone l’evoluzione storica e analizzando le più recenti evidenze scientifiche che ne dimostrano i benefici per la salute del cuore.
Attraverso l’analisi di tecniche specifiche basate sull’ascolto e sulla produzione sonora, il whispering illustrerà come la musicoterapia possa integrarsi efficacemente nei percorsi di cura e riabilitazione cardiologica, offrendo un approccio complementare per il recupero dell’armonia fisica ed emotiva.
Data: 17/05/2025 12.00-12.30 (Spazio B)
Relatore: Claudio Bilato (Arzignano)
Il siRNA (small interfering RNA) rappresenta una delle tecnologie più promettenti per il futuro della prevenzione cardiovascolare. Questa innovativa strategia terapeutica si basa sul silenziamento genico: attraverso piccole molecole di RNA a doppio filamento è possibile bloccare selettivamente l’espressione di geni coinvolti in processi patologici.
Un esempio concreto in ambito cardiovascolare è inclisiran, un siRNA mirato contro PCSK9, che riduce significativamente il colesterolo LDL con sole due somministrazioni all’anno, migliorando l’aderenza terapeutica e riducendo il rischio di eventi cardiovascolari.
Il potenziale dei siRNA non si limita al target PCSK9. Plozasiran, ad esempio, che silenzia il gene per Apo C-III, e i siRNA diretti contro ANGPTL3, geni implicati nel metabolismo dei trigliceridi e del colesterolo, hanno mostrato risultati promettenti nella riduzione del rischio aterosclerotico, soprattutto nei pazienti con dislipidemie familiari o refrattarie ai trattamenti convenzionali.
Altri target in fase avanzata di studio includono il gene LPA, associato a livelli elevati di lipoproteina(a), fortemente correlata al rischio cardiovascolare. Olpasiran, lepodisiran e zerlasiran, che quasi azzerano i livelli di Lp(a) circolante, sono attualmente oggetto di studi di outcome cardiovascolare di fase III.
La stabilità delle molecole di siRNA, la possibilità di progettare terapie personalizzate e la somministrazione semestrale o addirittura annuale rendono questa tecnologia particolarmente interessante per la medicina preventiva e un promettente strumento di medicina di precisione.
Data: 17/05/2025 12.30-13.00 (Spazio A)
Relatore: Pier Luigi Temporelli (Gattico-Veruno)
L’ipertensione arteriosa è un problema di sanità pubblica a livello planetario. È ben nota, infatti, la correlazione tra ipertensione e mortalità/morbilità cardiovascolare. Nonostante le numerose terapie a disposizione, il controllo pressorio è tutt’altro che ottimale in tutto il mondo occidentale, Italia compresa. Le linee guida internazionali si aggiornano regolarmente e pongono limiti sempre più ambiziosi per l’ideale controllo pressorio. Allo stesso tempo, forniscono suggerimenti su come impostare la terapia tenendo conto delle caratteristiche del singolo individuo e del suo rischio cardiovascolare globale.
Per favorire l’aderenza terapeutica e facilitare il raggiungimento dei target pressori – con conseguente effetto protettivo per il paziente – le terapie di associazione con differenti molecole in una singola pillola sono ormai ampiamente raccomandate e utilizzate.
Con le molecole in associazione (duplice o triplice in singola compressa) attualmente disponibili, si dovrebbe ottenere un adeguato controllo pressorio in quasi il 90% della popolazione trattata, a condizione che il farmaco venga assunto (cosa tutt’altro che scontata), perché nemmeno il miglior farmaco funziona nel paziente che non lo assume.
Data: 17/05/2025 12.30-13.00 (Spazio B)
Relatore: Leonardo de Luca (Pavia)
I GLP-1 agonisti (agonisti del recettore del peptide-1 simile al glucagone), originariamente sviluppati per il trattamento del diabete di tipo 2, hanno mostrato effetti cardioprotettivi significativi, estendendo il loro impiego anche a pazienti con malattie cardiovascolari.
I principali meccanismi attraverso cui i GLP-1 agonisti esercitano effetti benefici sul sistema cardiovascolare includono:
• Riduzione dell’infiammazione sistemica: studi hanno evidenziato una significativa diminuzione dei livelli di marcatori infiammatori come la proteina C-reattiva (CRP), il TNF-α e l’IL-6, suggerendo un effetto antinfiammatorio diretto dei GLP-1 agonisti.
• Miglioramento della funzione endoteliale e riduzione dello stress ossidativo: i GLP-1 agonisti favoriscono la produzione di ossido nitrico (NO), promuovendo la vasodilatazione e migliorando la funzione endoteliale, con conseguente abbassamento della pressione arteriosa.
• Modulazione del metabolismo cardiaco: questi farmaci influenzano il metabolismo energetico del cuore, migliorando l’utilizzo del glucosio e riducendo la lipotossicità, fattori chiave nella prevenzione della disfunzione cardiaca.
• Effetti diretti sul cuore: in modelli animali e studi clinici, i GLP-1 agonisti hanno mostrato miglioramenti della funzione ventricolare sinistra, con riduzione della pressione di riempimento e incremento della frazione di eiezione.
Le evidenze cliniche supportano l’uso dei GLP-1 agonisti in pazienti con diabete di tipo 2 e rischio cardiovascolare elevato:
• Riduzione degli eventi cardiovascolari maggiori (MACE): diversi studi, tra cui i più recenti SELECT e SOUL condotti con semaglutide, hanno mostrato una significativa riduzione degli eventi cardiovascolari maggiori nei pazienti trattati con GLP-1 agonisti rispetto al placebo.
• Miglioramento dei risultati renali: la semaglutide ha ottenuto l’approvazione della FDA per la riduzione del rischio di progressione della malattia renale diabetica, evidenziando un beneficio cardiorenale combinato.
• Benefici indipendenti dal controllo glicemico: alcuni effetti cardioprotettivi dei GLP-1 agonisti sembrano essere indipendenti dalla riduzione della glicemia, suggerendo meccanismi addizionali oltre il semplice controllo glicemico.
• Benefici indipendenti dal calo ponderale: i benefici in termini di riduzione dei MACE osservati nello studio SELECT con semaglutide non sono risultati correlati alla riduione relativ del peso corporeo.